|
Lavori -
Idraulica
|
|
Scritto da Lorenzo Giuliani
|
|
La difficoltà per sturare un lavandino o un bidè, è direttamente proporzionale alla distanza dell'ostruzione stessa. Il primo tentativo da fare come al solito, è quello con la ventosa.
Si comincia tappando il foro del troppopieno con uno straccio bagnato. Riempire d'acqua il lavandino fino a metà, poggiare la ventosa sulla piletta e spingere con forza ripetutamente. Fate attenzione che la pressione creata dalla ventosa non si disperda dalle uscite degli altri sanitari. Se così fosse significa che l'ostruzione si trova sul tubo d'uscita della scatola sifonata e si può tentare di rimuoverla tappando le uscite degli altri sanitari con degli stracci bagnati, ripetendo l'operazione con la ventosa. (Se non vi è dispersione d'aria dalle uscite degli altri sanitari e nonostante l'azione svolta con la ventosa non è stato risolto il problema, dovrete passare direttamente al punto 1).
Se il tentativo citato non risolve il problema si procede con lo smontare la borchia e il coperchio della scatola sifonata. Controllare se nel suo interno vi sono dei sedimenti che ostruiscono la fuoriuscita dell'acqua, in caso contrario, inserire sul tubo d'uscita della scatola sifonata il flessibile sturalavandino, spingendolo fin quando non si blocca urtando sull'occlusione e ruotare la manovella del flessibile per distruggerla.
(1) Inserire il flessibile sturalavandino, dalla piletta fino al sifone, se l'occlusione non si trova in quel breve tratto si prosegue smontando il tappo del sifone, ispezionandolo. Se ancora si ha esito negativo, si continua inserendo il flessibile nel tubo interno al muro spingendolo fin quando non si blocca urtando sull'occlusione. Ruotare la manovella del flessibile per sgretolarla. In questo caso se l'impianto è realizzato con la scatola sifonata si hanno due punti d'entrata per il flessibile, uno dall'attacco a muro del sifone e l'altro dalla scatola sifonata.
|

esempio di circuito di scarico di un lavandino o bidè
|
|