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Ristrutturazione: nuovi lavori sullo stesso immobile. E la detrazione fiscale?

Detrazione fiscale: si può ottenere per due ristrutturazioni di immobili, ecco la risposta dell'Agenzia delle entrate.
Detrazione fiscale: si può ottenere per due ristrutturazioni di immobili, ecco la risposta dell'Agenzia delle entrate.

Il bonus ristrutturazione è la detrazione fiscale prevista per lavori di recupero dell’immobile, che fino al 31 dicembre 2021 è stata prorogata nella misura più alta al 50%  e per un importo massimo di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare. Spesso la possibilità di avere o meno la detrazione in particolari condizioni genera dubbi e perplessità. Una domanda molto frequente tra i contribuenti è se in caso di nuovi interventi di ristrutturazione su un immobile già ristrutturato in passato, è possibile ottenere nuovamente gli incentivi fiscali.

Doppia ristrutturazione: e la detrazione fiscale?

Risponde a questa domanda direttamente l’Agenzia delle Entrate con vari documenti di prassi tra cui da ultimo la risposta n. 285 del 2020, poi ripresa anche dall’Anfit, Associazione nazionale che tutela le finestre made in Italy. Nel dettaglio, l’Amministrazione finanziaria precisa che chi ha ottenuto la detrazione fiscale per un intervento di ristrutturazione di un immobile in passato può, successivamente, fruire di una nuova detrazione nel caso di nuovi ulteriori lavori di ristrutturazione relativi alla medesima unità immobiliare. Deve quindi trattarsi di lavori nuovi e non di prosecuzione di precedenti interventi.

Scendendo più nel dettaglio, l’Agenzia distingue due diverse situazioni:

  1. il nuovo intervento è autonomo rispetto a quello precedente;
  2. il nuovo intervento rappresenta una prosecuzione di quello precedente.

Nel primo caso, per dimostrare che si tratta di un nuovo intervento occorre possedere i documenti richiesti per la nuova autorizzazione ai lavori (CILA, SCIA o Permesso di costruire) e, una volta conclusa l’opera, la nuova documentazione di chiusura lavori.

Altrimenti, in assenza di suddetti documenti, ci troviamo di fronte ad un lavoro di prosecuzione di quello precedente. Come ha precisato l’Agenzia delle entrate nella circolare n. 17/E del 2015, “l’intervento per essere considerato autonomamente detraibile, rispetto a quelli eseguiti in anni precedenti sulla medesima unità immobiliare, deve essere anche autonomamente certificato dalla documentazione richiesta dalla normativa vigente”.

Una differenza di situazioni fondamentale visto che se ci troviamo nel primo caso, ossia di nuovi e autonomi lavori, allora il contribuente avrà a disposizione un “nuovo” plafond completo di 96.000 € a unità immobiliare, mentre, nel secondo, tale limite di spesa dovrà essere detratto dalle somme già spese per i lavori svolti in passato.

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2021-04-07 13:19:17
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